Chiesa di Santa Maria del Buon Consiglio

di Cristian Viglione

La storia della Chiesa di Santa Maria del Buon Consiglio, nella frazione di Serradarce, è strettamente legata alla volontà e alla generosità di una delle famiglie più antiche e nobili del territorio campagnese.
La sua costruzione risale alla metà del XIX secolo, intorno al 1850, e si deve all'iniziativa dell'avvocato campagnese Giuseppe Cantalupo, appartenente a un'antica famiglia che possedeva numerose e importanti proprietà nella zona di Serradarce.
La volontà dell'avvocato non era soltanto quella di lasciare alla comunità un nuovo edificio sacro, ma soprattutto quella di offrire agli abitanti della zona un punto di riferimento religioso stabile.
All'epoca, infatti, gli abitanti delle contrade più alte del territorio erano costretti a raggiungere l'antico centro abitato di Campagna per poter assistere alle celebrazioni religiose. La situazione era resa ancora più complessa dal fatto che, dal 1818, la parrocchia di Serradarce dipendeva da quella dell'Annunziata, rendendo necessario per i fedeli affrontare un lungo spostamento per partecipare alle funzioni.
Fu proprio per venire incontro a queste esigenze che Giuseppe Cantalupo decise di realizzare una nuova chiesa, affidandola successivamente alla cura dell'allora vescovo della diocesi, monsignor De Luca.

Una chiesa per la comunità
Nel 1852 il progetto dell'avvocato Cantalupo poté finalmente dirsi compiuto.
La nuova chiesa divenne rapidamente un importante punto di riferimento spirituale per le comunità delle zone alte del territorio campagnese, assumendo un ruolo che andava ben oltre quello di semplice edificio di culto.
La generosità di Cantalupo, infatti, non si fermò alla costruzione della chiesa.
Nel 1870 vennero realizzati ulteriori lavori di ampliamento con la costruzione della canonica, destinata ad accogliere il sacerdote che avrebbe prestato servizio nella comunità. Ma l'iniziativa dell'avvocato guardava anche alla formazione e alla crescita culturale degli abitanti.
All'interno della struttura volle infatti creare una scuola di italiano e latino e una scuola di musica e pianoforte, trasformando così il complesso religioso in un vero e proprio centro di formazione.
Alla guida della comunità venne posto frate Mariano, nominato preposto di Serradarce e messo nelle condizioni di svolgere non soltanto le proprie attività ecclesiali, ma anche un importante ruolo sociale ed educativo.
Il religioso, animato da un forte spirito d'iniziativa, si fece promotore di una nuova realtà religiosa destinata ad accompagnare a lungo la vita della comunità.
Grazie al suo interessamento e con l'approvazione di monsignor Nappi, venne infatti istituita la Confraternita dell'Immacolata Concezione.
Il 2 luglio 1885 il vescovo ratificò ufficialmente la bolla di erezione della confraternita.

La comunità prende vita
La nuova confraternita si inserì immediatamente nella vita della comunità e, insieme agli abitanti del posto, si fece promotrice di importanti iniziative. Nel 1889 venne avviata la raccolta necessaria per dotare la chiesa di una campana, elemento indispensabile per scandire i tempi della vita religiosa e sociale del paese. Pochi anni dopo, nel 1901, sempre grazie alla volontà degli abitanti e della confraternita, venne realizzata la strada carrabile di accesso alla chiesa.
Si trattò di un intervento particolarmente importante, perché rese il luogo di culto più facilmente raggiungibile e consolidò ulteriormente il suo ruolo come punto di riferimento per le comunità della zona.
Nel 1902 venne inoltre istituita per la prima volta la fiera di Serradarce, ulteriore testimonianza di una comunità ormai pienamente strutturata e capace di sviluppare attorno alla chiesa non soltanto la propria vita religiosa, ma anche importanti momenti di aggregazione sociale ed economica.

La nascita della parrocchia
Uno dei momenti più importanti della storia della chiesa si verificò nel luglio del 1924.
Per volontà di monsignor Carmine Cesarano e con il coinvolgimento degli eredi della famiglia Cantalupo, venne istituita la parrocchia dedicata a Santa Maria del Buon Consiglio.
Si trattò di una svolta fondamentale per Serradarce.
La chiesa, nata quasi ottant'anni prima dalla volontà privata di un benefattore, diventava ufficialmente il cuore di una comunità parrocchiale autonoma, consolidando definitivamente il proprio ruolo nella vita religiosa del territorio.
Negli anni successivi l'edificio fu interessato da diversi interventi di manutenzione, completamento e abbellimento.
Tra questi merita particolare attenzione quello del 1933, quando l'artista Alfonso Metallo realizzò le decorazioni degli interni, contribuendo a dare alla chiesa un aspetto più ricco e solenne.

La costruzione della nuova chiesa
Con il passare dei decenni, però, la struttura originaria iniziò a risultare insufficiente rispetto alle nuove esigenze della popolazione. L'aumento degli abitanti e le mutate necessità della comunità resero necessario pensare a un edificio più ampio e funzionale.
La svolta arrivò nel 1954, quando l'allora parroco acquistò un terreno situato di fronte alla vecchia chiesa con l'obiettivo di costruire un nuovo edificio sacro.
Il progetto prese forma definitivamente il 16 ottobre 1959, quando monsignor Giuseppe Maria Palatucci pose simbolicamente la prima pietra della nuova chiesa, dando ufficialmente inizio ai lavori.
La costruzione proseguì negli anni successivi e nel 1963 la nuova chiesa venne inaugurata, anche se alcune parti dell'edificio risultavano ancora da completare. I lavori proseguirono quindi per alcuni anni, fino alla definitiva conclusione nel 1968, quando venne completato e consacrato l'altare.

Una storia che continua
La vicenda della Chiesa di Santa Maria del Buon Consiglio racconta una storia profondamente legata alla crescita della comunità di Serradarce. Dalla generosità di Giuseppe Cantalupo, che nella seconda metà dell'Ottocento volle donare alla popolazione una chiesa, una scuola e un luogo di formazione, si sviluppò progressivamente un vero centro della vita locale.
La nascita della confraternita, la realizzazione della strada, l'istituzione della fiera e, soprattutto, l'erezione della parrocchia nel 1924 testimoniano come attorno a questo luogo sacro si sia progressivamente consolidata una comunità sempre più autonoma.
La costruzione della nuova chiesa negli anni Sessanta rappresentò infine il passaggio verso una nuova epoca: il vecchio edificio, nato per rispondere alle necessità di una piccola comunità rurale, lasciò spazio a una struttura più grande e adeguata alla crescita del territorio.
Oggi la storia della chiesa rimane quindi indissolubilmente legata a quella di Serradarce, in un rapporto fatto di fede, istruzione, solidarietà e partecipazione popolare. Una storia nella quale il gesto iniziale di un singolo benefattore si trasformò, nel corso di oltre un secolo, in un patrimonio condiviso da intere generazioni.

 

 

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