San Liberato Martire
di Cristian Viglione
Campagna annovera tra i suoi santi anche un altro compatrono minore della città, insieme alla già citata Santa Maria Domenica: San Liberato Martire.
Come nel caso di altri santi vissuti nei primi secoli del cristianesimo, la grande distanza temporale che ci separa dalla sua morte e la scarsità delle fonti documentarie rendono estremamente difficile ricostruirne la vita. Anche San Liberato, infatti, sarebbe morto durante le persecuzioni contro i cristiani ordinate dall'imperatore Diocleziano, ma non disponiamo di informazioni certe sulla sua nascita, sulla sua vita o sulle circostanze precise del martirio.
Le uniche testimonianze considerate certe sono legate alla sua identità e al riconoscimento del suo culto. Un'importante conferma è rappresentata dall'ampolla contenente il sangue del martire, oggi ridotta al solo fondo, rinvenuta insieme alle sue ossa durante la ricognizione del corpo effettuata nel 1944. Questi elementi costituiscono una delle poche testimonianze materiali attraverso le quali è stato possibile conservare la memoria di San Liberato e della sua venerazione.
L'arrivo a Campagna
Ben diverso è il discorso relativo all'arrivo delle reliquie del santo a Campagna, del quale si conserva una tradizione storica ben più precisa.
Nel 1797 le ossa di San Liberato furono infatti trasferite da Roma a Campagna per iniziativa del nobile campagnese Antonino Cervone, grazie alla concessione ottenuta da papa Pio VI. Il pontefice acconsentì all'estrazione delle reliquie dalle catacombe romane e al loro trasferimento nella chiesa della Santissima Trinità, dove furono collocate nella cappella gentilizia della famiglia Cervone.
Da quel momento, la presenza delle reliquie contribuì a consolidare il culto del martire, che divenne progressivamente una delle figure religiose maggiormente venerate dalla popolazione campagnese e dagli abitanti dei paesi limitrofi. La cappella divenne così meta di devozione, mantenendo nel tempo il legame tra la comunità e le reliquie del santo.
La devozione a San Liberato si manifestò con particolare solennità in occasione delle principali ricorrenze legate alla sua memoria. Grande partecipazione popolare accompagnò sia il primo centenario del trasferimento delle reliquie, celebrato nel 1897, sia il secondo centenario, celebrato nel 1997.
Un altro momento di particolare importanza fu rappresentato dalla ricognizione e dalla ricomposizione delle ossa del santo, effettuate nel 1952 per iniziativa di monsignor Buglione e di monsignor Giuseppe Maria Palatucci. Anche in quella circostanza Campagna partecipò con grande coinvolgimento alle celebrazioni religiose, confermando la profonda devozione maturata nei confronti del martire nel corso di quasi due secoli.
La storia di San Liberato a Campagna è dunque soprattutto la storia delle sue reliquie e del culto sviluppatosi attorno ad esse. Se della sua vita terrena rimangono pochissime tracce, la memoria del martire ha invece continuato a vivere nella comunità, trasformando la sua presenza nella città in una delle testimonianze più significative della devozione religiosa campagnese.


