Chiesa della Madonna di Costantinopoli

di Cristian Viglione

Situata nella località Oppidi-Varano, la piccola chiesa dedicata a Santa Maria di Costantinopoli custodisce una storia antica, legata a una tradizione popolare e a un episodio ritenuto miracoloso. Le sue origini sono state tramandate attraverso due diverse versioni, entrambe interessanti e capaci di raccontare il profondo legame che da secoli unisce questo luogo alla devozione mariana.
La prima versione vuole che, durante i lavori per la realizzazione di una strada carrabile nell’odierna località Oppidi, un operaio rinvenisse casualmente un dipinto di chiara impronta bizantina raffigurante la Madonna. La scoperta suscitò grande meraviglia tra gli abitanti, che decisero di edificare proprio nel punto del ritrovamento una piccola cappella, destinandola alla venerazione della sacra immagine.
Una seconda versione, frutto di più approfondite ricerche, sembra però offrire una spiegazione maggiormente plausibile sull’origine della devozione.
Protagonista della vicenda sarebbe stato un membro della famiglia Naymoli di Oppidi, divenuto monaco presso il monastero salernitano di Sant’Agostino, l’attuale Palazzo della Provincia.
Secondo la tradizione, proprio in quegli anni il monastero era interessato da alcuni lavori di muratura. Un manovale, mentre si dirigeva verso la vicina spiaggia per raccogliere della sabbia marina da utilizzare nei lavori, si imbatté improvvisamente in qualcosa di duro sotto il proprio piccone.
Incuriosito dal rumore prodotto dal colpo, si fermò e iniziò a scavare, fino a portare alla luce, con grande stupore, un quadro raffigurante la Madonna di Costantinopoli.
La tradizione vuole che l'immagine fosse probabilmente giunta in quel luogo in seguito al naufragio di una nave, arrivando così a essere sepolta nella sabbia e nel terreno circostante.
Una volta recuperato e ripulito il dipinto, accadde quello che i presenti interpretarono come un ulteriore segno prodigioso: le campane del convento iniziarono a suonare spontaneamente, quasi a salutare la scoperta della sacra immagine.
I monaci, profondamente colpiti dall'accaduto, portarono immediatamente il dipinto all'interno del monastero, dove venne accolto e venerato.
Tra coloro che vennero a conoscenza dell'episodio vi era anche il monaco originario di Campagna appartenente alla famiglia Naymoli. Tornato nella propria città e profondamente impressionato da quanto aveva visto e vissuto a Salerno, decise di riprodurre l'immagine della Madonna di Costantinopoli sul muro esterno dell'abitazione della propria famiglia.

La devozione si diffuse rapidamente.
Gli Agostiniani di Campagna, venuti a conoscenza del prodigioso ritrovamento e della nuova immagine realizzata dal monaco, decisero a loro volta di riprodurla nella Chiesa dell'Annunziata, situata accanto al loro convento, nell'edificio che oggi ospita il Palazzo di Città.
Con il passare degli anni, l'immagine presente nell'abitazione della famiglia Naymoli divenne un punto di riferimento per la popolazione e per i numerosi viandanti che percorrevano la zona.
Per proteggerla dalle intemperie e, allo stesso tempo, consentire ai fedeli di fermarsi davanti alla Madonna per rivolgere preghiere e voti, venne realizzata una piccola edicola votiva, inglobando al suo interno la sacra immagine.
Quello che inizialmente era un semplice dipinto divenne così un piccolo luogo di culto, capace di accompagnare la vita quotidiana della comunità e di offrire un punto di sosta spirituale a chi percorreva le antiche vie della zona.
La crescente devozione portò successivamente alla necessità di ampliare la struttura.
Nel 1937, grazie soprattutto all'interessamento e al contributo delle famiglie del posto, la piccola edicola venne ampliata, assumendo progressivamente l'aspetto di una vera e propria chiesetta.
Anche questo intervento testimonia un aspetto ricorrente nella storia dei piccoli luoghi di culto di Campagna: la loro conservazione è stata spesso affidata direttamente alla volontà e alla generosità degli abitanti, che nel corso dei secoli hanno contribuito a mantenerli vivi.

La chiesetta oggi
La chiesetta attuale è stata interessata da importanti lavori di restauro dopo il terremoto del 1980, che colpì duramente numerosi edifici del territorio.
All'interno si trova un semplice ma significativo altare maggiore in muratura, caratterizzato dalla presenza di tre nicchie.
In una di esse era custodita la statua di Santa Lucia, successivamente trasferita nella nuova chiesa dedicata alla santa, realizzata nella vicina località di Varano.
Particolarmente importante è invece l'immagine affrescata sulla parete destra, raffigurante la Madonna di Costantinopoli, che costituisce il cuore della tradizione religiosa legata a questo piccolo edificio.
La sua presenza permette ancora oggi di leggere il filo che unisce la chiesetta di Oppidi-Varano all'antica devozione nata attorno al ritrovamento dell'immagine a Salerno e successivamente trasferita, attraverso la memoria e la fede del monaco campagnese, nella propria terra d'origine.
Sopra l'ingresso è inoltre possibile osservare un pulpito ligneo, elemento particolarmente curioso per le dimensioni ridotte dell'edificio. La tradizione locale ritiene che in quella posizione potesse essere collocato un piccolo organo, a testimonianza di una vita liturgica probabilmente più articolata di quanto le dimensioni della chiesetta possano oggi far immaginare.
La Chiesetta di Santa Maria di Costantinopoli rappresenta quindi un piccolo ma significativo tassello del patrimonio religioso di Campagna. La sua storia non è fatta soltanto di architettura e opere d'arte, ma soprattutto di tradizioni, racconti popolari e devozione, elementi che hanno permesso a un'immagine mariana, nata secondo la tradizione da un prodigioso ritrovamento, di attraversare i secoli e arrivare fino ai giorni nostri.
È proprio questa dimensione intima e popolare a rendere il luogo particolarmente interessante: lontana dalla monumentalità delle grandi chiese cittadine, la piccola chiesetta racconta una Campagna fatta di famiglie, viandanti, monaci e comunità locali, dove la fede trovava spesso la propria espressione anche negli angoli più semplici del territorio.
TESTI CONSULTATI.

1. A.V. Rivelli - Memorie storiche della Città di Campagna.
2. Valentino Izzo - Raccontare Campagna...le fabbriche religiose.

 

 

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