1400 anniversario dalla morte di Sant’Antonino
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Escursione Eremo di San Michele
Maggio 7, 2025
CAMPAGNA 2025 - VERSO I FESTEGGIAMENTI DI SANT'ANTONINO.
Il 14 febbraio di quest'anno ricadranno i 1400 anni dalla morte del nostro Santo Patrono, oggi vogliamo condividere l'antica supplica in latino dell'inno di Sant'Antonino recitato durante la novena in onore del nostro Santo Patrono.
Dum sacras circum resonat per aras
Nomen, et magnum decus Antonino,
Jure laetentur populi cremantes
Thurea dona.

Surgat e templis odor, et beatas
Ambiat sedes vigil, ut Patronus.
Lumine accurrens placido benignas
Prebeat aures.
Ergo nostrarum columen fidele
Gentium puris praecibus faveto,
Criminis nostri veniam precare
Judice ab alto.

Nulla sic Urbes mala pertimescent,
Non humi motus gremio trementis,
Non fames cives perimet, nec unquam
Tristis egestas.

Tu pruinosos aquilonis imbres
Verte, nec laetis minitetur arvis
Nubilus ruptis jaculator audax
Auster ab antris.

Hostium saevos cohibe furores,
Littore occlusos Lybiae aestuantis;
Nec gravi Cives metuenda pestis
Falce trucidet.

Sit Patri summo decus, atque Nato,
Et tibi consors utriusque Sancte
Spiritus saecli spatium per omne
Fine carentis.
Amen.
Amavit eum Dominus, et ornavit eum
Stolam gloriae induit eum.

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Mentre intorno agli altari echeggia il suono
del nome e della gloria di Antonino,
lieto il popol fedele a volto chino
bruci gl’incensi in dono.

Al ciel dai Templi ascenda il grato odore,
onde il patrono, a noi volgendo il ciglio,
ci ascolti, e ci difenda in questo esiglio,
da l’empio Tentatore.

Almo sostegno de le nostre genti,
favorevol ti mostra a’ nostri prieghi,
e chiedi a Dio, poiché non fia che il nieghi,
perdono ai delinquenti.

Cosi non temon le Cittadi i mali,
de la miseria il gremito affannoso,
la fame, e de la Terra il moto ascoso
flagello dei mortali.

Del torbido aquilon da te rimossa
venga la rabbia procellosa, e i campi,
tu fa, che l'Austro, apportator di lampi,
mai devastar non possa.

De l'arsa Libia nei deserti ignoti
chiudi l’ire nemiche, a noi funeste,
e non voler, che mieta orribil peste
i servi tuoi devoti.

Ora e per sempre, come pria si diede,
renda gloria ogni labbro al Sommo Padre,
al nato divin Fior di Vergin Madre
e a chi da lor procede.

II Signore l’amò e lo colmò d’onori.
Lo ricoprì di glorioso ammanto.

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